Alcuni aforismi che piacevano a Giovanni Ghinazzi Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi (tratti dal volume Giovanni Ghinazzi, vita e pensiero di un Gran Maestro, Edizioni Giuseppe Laterza, Bari 2006, pp. 273-282)
Dieci maniere per uccidere un'associazione
1. Non intervenire mai alle riunioni.
2. Se si interviene, arrivare con ritardo.
3. Criticare il lavoro dei dirigenti senza fornire chiarimenti e costruttivi suggerimenti.
4. Non accettare mai incarichi, perchïé è più facile criticare che realizzare.
5. Prendere a cuore le diverse questioni se non si fa parte del consiglio direttivo, ma se si è nel consiglio non intervenire alle riunioni o non dare mai consigli.
6. Se il presidente chiede le vostre opinioni su un dato argomento rispondere che non vi è nulla da dire. Dopo la riunione invece insinuare come si sarebbe dovuto procedere.
7. Non fare che quello che è strettamente necessario; ma quando gli altri aderenti all'associazione si rimboccano le maniche e si prodigano senza riserve, lamentarsi che l'associazione è governata da una cricca di despoti.
8. Ritardare il pagamento dei contributi creando così quote arretrate e il "complesso" dell'assenza.
9. Non prendersi cura di procurare altri aderenti.
10. Lamentare che non si tratta mai niente che interessi la collettività, ma non offrire mai il destro di trattare problemi qualificati e specifici [1].
Quando si ha un ideale, come l'avemmo e l'abbiamo noi. Poco si dubita, meno si discute e molto si fa.
(Adriano Lemmi)
Loda l'amico in palese, ripremndilo in segreto.
(Orazio)
Io non condivido le tue idee ma lotterò con tutte le mie forze perché tu, come me, possa liberamente esprimere il tuo pensiero
(Voltaire)
Fa ciò che devi e avvenga ciò che può.
(Quintino Sella)